Dimmi che è stata una rana

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Autore: Luca Lavatori

Prima edizione: 05/2011

Edizione corrente: 05/2011

EAN-ISBN: 9788890545856

Pagine: 120

Rilegatura: Filo refe

Dimensioni: 10x18 cm

Prezzo di copertina: 13,00 Euro

Collana: Poesie, n.1

Argomento: Poesia

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Descrizione
Questa raccolta nasce dallo sforzo di chiudere un cerchio anche se, chiudendone uno, spesso se ne formano altri: allora forse è vero che c'è soltanto l'incontrarsi del sasso con lo stagno e il seguente irradiarsi di nuovi cerchi.

Luca Lavatori delinea in queste poesie un luogo di incontro per viaggiatori fisici e dell'anima, per lettori raccolti e disincantati, per chi si pone alla ricerca di una riflessione, di un racconto o di un itinerario.


Indice
Introduzione

Poesie:
quando vedete un cane
non c'è chiedersi
dimmi che è stata una rana
quando
stanotte
dietro l'angolo
in un ringhiar di cani
c'è una ragnatela
questa inappartenenza
a pagamento costa meno
ci sono delle piccole occasioni
alla fine ci sarà
c'è dell'altro
esibire le labbra
ancora sale il fumo
c'è un pensiero
non passo dal corridoio
dalle cucine dell'anima
una formica s'arrampica
voglio una casa coi sorci
ho venduto gli occhi a un saltimbanco
ho sognato
corso di formazione
severi
Thaon De Revel
mi ritrovo
da domani smetterò
le parole stanno
dovrebbero arrestarmi
io sono il mio corpo
qui si ruba
ho preparato tutto
dai miei
in tram
hanno venduto la casa
non ci sono donne
"tu ci pensi a quanto soffriamo noi per te?"
vorrei parole
quando ho bisogno di te
Falconara Marittima
via tuscolana a colazione
Garda
la ghiaia respira
Natale 2003
tutti persi
le parole nostre
catartiche movenze
le stazioni del sonno
d'un vento leggero
l'oggi s'adorna
per queste pianure
tutte le strisce
che il richiamo
tornato
dove le mosche sbattono
le grazie
il caminetto
è quasi come
Walter
Marinella
Darrow
Fausto
Manella
l'infartuato
Giuliano
in piedi
Patrizia
Andrea
parole scollate
Casa protetta
Thaon De Revel (2)
la diagnosi va lacerando
l'uomo riverso
gli psichiatri
di lato alle mie labbra
fra poco
prima della valanga
ottunde
un vento blu
non è per la morte
t'ho portata
vorrei camminare
c'è una vanga di sole sul mare
69
il perpetuo rullo del punto
e se domani toccasse a me?
la morte
la morte scamicia il petto alla gente
che vol dì...: "vìve"

Postfazione

L'autore


Note biografiche
Luca Lavatori nasce a Foligno (Pg) nel 1964.

Dopo la maturità classica, studia pittura all'Accademia di Brera frequentando le le-zioni di Luciano Fabro e Francesco Leo-netti, diplomandosi nel 1989.

Approfondisce la sua esperienza artistica occupandosi di laboratori creativi e arte "brut", lavorando e frequentando dal 1992 al 2008 centri per psicotici e disabili.

Nel 1999 vince il premio nazionale di poesie E. Rossi.

Partecipa a numerose mostre ed organiz-za eventi culturali.

Nel 2003 si specializza alla Scuola di Arteterapia di Tor Vergata, (Roma).

Influenzato dalle varie esperienze umane e professionali, la sua ricerca artistica lo porta ad utilizzare vari mezzi espressivi quali: la pittura, la parola e l'arteterapia.

Attualmente lavora come insegnante di so-stegno e organizza percorsi di arteterapia. Vive a Senigallia (An).


Estratto

quando vedete un cane
guardategli gli occhi

quando vedete un cane
non fischiate

quando vedete un cane
non fatevi vedere

quando vedete un cane
guardategli gli occhi

quando vedrete un cane...
voi non ci sarete



non c'è chiedersi

tra folaghe ed edere appoggiate
che
vivendo del telefono sovrano
perse
vanno per matasse
di fili e numeri lontano

non c'è chiedersi

tra spazi e passi presi
che
calzando i buchi con le mani
immoti
stanno per l'attesa
di forbici che taglino

non si chiede
a chi domanda
i cerchi dello specchio dove vanno

c'è soltanto
l'incontrarsi
del sasso con lo stagno



dimmi che è stata una rana

dimmi che è stata una rana
ad ararmi gli occhi

dimmi che è stata una rana
annavigare le zolle

dimmi che aveva un compasso
di lava viola

ti crederò...
... leggendo l'acqua...
coi polpastrelli



quando
situazioni temporali

s'incorporano
in grafici simulati

s'odono
stridule unghie
su lavagne ingessate
per le domeniche a festa

ed io
tento, carponi
d'apprendere marciscenti consuetudini
per apparire, anch'io, un uomo



stanotte
ho ammazzato un cane
tu non c'eri


avrei voluto
che mangiassi
la mia minestra
bianca di sangue

rimbalzato lontano
dove io non ho voluto
vedere il rumore

ma so
che siamo qui
tutti e tre
in mezzo ad una strada dritta


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